WEB STATS DOMAIN (STATISTICHE E VALUTAZIONI CON SEDE NEGLI STATI UNITI) HA VALUTATO LA RIVISTA DI DIRITTO E STORIA COSTITUZIONALE DEL RISORGIMENTO

2 LUGLIO 2018

A SETTEMBRE VERRA' PUBBLICATO IL NUMERO 1-2 DEL 2018

E' STATO PUBBLICATO PER L'EDITORIAL ACADÉMICA ESPAÑOLA IL NUOVO LIBRO DEL PROF. ANGELO GRIMALDI

ESPERIENZE COSTITUZIONALI TRA SPAGNA E REGNO DI NAPOLI (1808-1820)

PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE SULLA RIDUZIONE DELLE REGIONI ITALIANE DALLE ATTUALI 20 A 12

 

 

 

 

 

 

Prima si inneggia al Job’s Act, una riforma che rende “flessibile” (cioè precario) il lavoro e poi si constata che gli italiani non fanno figli e i giovani non si sposano. Come si mantiene una famiglia con un contratto di lavoro a tempo determinato e uno stipendio incerto?

L’Italia è un paese per vecchi. Dalla BCE arriva l’allarme: l’Italia (così come anche altri paesi dell’Unione Europea) dovrà scontare due fattori negativi per i suoi conti pubblici: l’invecchiamento della popolazione e l’assenza di riforme radicali. Ma guardando oltre le parole di Draghi, se per il secondo punto la responsabilità è addebitabile all’inerzia di una classe politica mediocre (ma poi quali riforme?), per il primo punto  (l’invecchiamento demografico) invece si tratta di una totale impossibilità da parte dei giovani di poter creare una famiglia senza un lavoro stabile e soprattutto ancor meno tutelato “grazie” al Job’s Act ed alle leggi precedenti che hanno reso sempre più flessibile (leggasi debole) la posizione e i diritti dei lavoratori, soprattutto dei giovani. Come si può pretendere di poter mettere su famiglia senza la sicurezza e di poter garantire un tetto ed una vita dignitosa?

Il problema non si risolverà con i tagli e mettendo le generazioni in conflitto (guerra tra poveri), sono invece necessari interventi per separare i due più grandi centri di costo dell'INPS: i pagamenti dell'assistenza sociale, dai pagamenti delle pensioni (le entrate in conto previdenza sono in buona parte alimentate dai versamenti mensili dei contributi previdenziali dei lavoratori e dalle imprese). Poi sarà inevitabile rivedere la riforma "Fornero", le aziende e le amministrazioni pubbliche si sono trasformate in veri e propri "lazzaretti", dipendenti sempre più anziani, spesso con problemi di salute, demotivati, ricoprono ruoli che invece dovrebbero essere affidati ai giovani. Questi, all'inizio verrebbero affiancati dai colleghi anziani che negli ultimi due anni di servizio dovrebbero permettere di acquisire ai giovani colleghi le conoscenze pratiche che consentono di capire il funzionamento reale dell'organizzazione, l'organigramma, il regolamento interno e tutto ciò che costituisce la struttura formale dell'organizzazione, cioè le strutture gerarchiche di compiti, di catene di comando e di circuiti di comunicazione.

Difficile invece pensare che la scelta di legalizzare il precariato a vita possa permettere di risolvere sul lungo termine la situazione. 

Angelo Grimaldi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

     

    26 FEBBRAIO 2015

    DECRETAZIONE D'URGENZA E REGIME COSTITUZIONALE DI ANGELO GRIMALDI

    26 febbraio 2015

    Quello dei decreti, a quanto pare, è un problema antico. Infatti, circa 2500 anni fa Aristotele descrivendo un tipo di democrazia scriveva: “Viene, infine la democrazia in cui la moltitudine non riconosce più la sovranità della legge, ma si arroga per intero la sovranità e la esercita per mezzo di decreti… Un monarca dalle mille teste che si rifiuta di sottostare alla legge e che vuol farla da despota: tale il regime. Tale forma di democrazia è, perciò, nel suo genere quel che la tirannide è rispetto alla monarchia. Invece di preferire i cittadini migliori, li opprime e mette in onore gli adulatori. Ed ecco sorgere una razza la quale non appare mai finché la legge impera sovrana, e che sorge infallibilmente quando essa non è più tale: la razza dei demagoghi. Due sono i metodi di azione. Da un lato, essi foggiano i decreti abusivi che conferiscono ogni potere al popolo, perché la loro potenza può solo avvantaggiarsi da un ampliamento della sovranità del popolo di cui sono i padroni…. Quando una democrazia è pervenuta al punto da far tutto per via di decreti, non v’è più politeia, non v’è più vero regime costituzionale. Affinché questo esista, è necessario, infatti, che la legge sia sovrana, assoluta, che essa fissi le decisioni d’ordine generale e che i magistrati risolvano in base ai suoi principi i vari problemi particolari. Uno Stato in cui si faccia tutto per via di decreti non è, a ben guardare, una vera democrazia”.

     

     

    22 FEBBRAIO 2015

    INSEGNANTI: ASSUNZIONI SOLO TRAMITE CONCORSO PUBBLICO? LE RAGIONI DI UNA CRITICA DI ANGELO GRIMALDI

    insegnanti

    La ministra dell'Istruzione dice sì a un piano di assunzioni straordinario da effettuare “soltanto tramite concorso pubblico“, per smettere così di rassegnarsi alla “babele delle graduatorie“. Ovviamente non sono mancate le proteste dei precari, che interrompono il presidente del Consiglio Matteo Renzi poco prima dell’inizio del suo intervento alla giornata ‘La scuola cambia, cambia l’Italia‘ promossa dal Pd".  “Fateci parlare abbiamo diritto di dire la nostra”, hanno detto dalla platea alcuni docenti. “Sono un insegnante precario, anch’io sono iscritto al PD e voglio dire la mia davanti a tutti”, dice uno dei contestatori, aggiungendo che quello che sta andando in scena oggi “è solo demagogia“.

    Si vogliono abrogare le graduatorie? Sarebbe un gravissimo errore: non si diventa docenti di una disciplina vincendo un concorso pubblico (diciamolo chiaramente che i concorsi pubblici in generale, ed in modo particolare i concorsi a cattedra, sono appannaggio prevalentemente dei più raccomandati; al riguardo posso citare tanta cronaca giudiziaria), bensì solo insegnando. Homines dum docent discunt (Seneca). Con l'insegnarlo agli altri si impara meglio ciò che già si conosce. Non si può ottenere un'abilitazione ex ante, basata sul superamento formale di un concorso pubblico, l'abilitazione si dovrebbe conseguire al termine di un determinato periodo di attività di insegnamento o di altra attività professionale (avvocato, dottore commercialista, medico-chirurgo, consulente del lavoro, ingegnere, ecc.), quindi solo ex post, cioè a posteriori.

    E' stato un grossolano errore l'aver abrogato, sulla fine degli anni '90, il vecchio sistema di reclutamento (che sarebbe, invece, da introdurre in tutta fretta). Gli insegnanti si reclutavano attraverso tre graduatorie, due provinciali ed una di istituto. Ad una graduatoria provinciale, gestita dall'Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato agli Studi), venivano inseriti i docenti abilitati, nell'altra graduatoria provinciale venivano inseriti i docenti non abilitati. Gli incarichi di insegnamento venivano conferiti dal Provveditore per l'intero anno scolastico. Le graduatorie di istituto (al massimo si potevano esprimere 20 sedi) rappresentavano un'ulteriore opportunità di insegnamento che consentiva agli aspiranti docenti, non convocati dal Provveditore agli Studi, di essere destinatari di una supplenza fino al termine dell'attività didattica o una supplenza più o meno breve, conferita dagli ex presidi. Per conseguire l'abilitazione non è necessario frequentare e superare corsi  post laurea biennali, TFA, ecc., ecc. E' necessario, a mio avviso, rendere più seri i Corsi di laurea attraverso l'introduzione nei singoli piani di studio delle materie (obbligatorie) che poi si andranno ad insegnare. Per abilitarsi basterebbero tre anni di insegnamento, anche non continuativi, conseguiti senza note di demerito. Al rinnovo, il docente, così abilitato, si iscriverebbe nelle gradutorie provinciali degli abilitati, dalle quali gradatamente, e comunque secondo il piano di assunzioni programmato di anno in anno dal MIUR, verrebbe a trovarsi destinatario di un contratto di insegnamento a tempo indeterminato.

    Non è corretto illudere i giovani aspiranti docenti che si accede nella Scuola con i concorsoni nel rispetto, solo formale, dell'articolo 97 della Carta Costituzionale. La Scuola con  il docente incaricato instaura (o dovrebbe instaurare) un rapporto professionale, la valutazione della preparazione sotto il profilo sostanziale spetterebbe ai discenti con la compilazione della "customer satisfaction" e, sotto il profilo della correttezza deontologica, spetterebbe alla commissione di Istituto che valuterebbe il profilo formale e documentale del docente.

    Angelo Grimaldi

     

     

     

     

     

     

    9 NOVEMBRE 1989: CROLLA IL MURO DI BERLINO

    CROLLO DEL MURO

    Oggi si celebrano i 25 anni della caduta del Muro di Berlino. 

    Il Socialismo reale è crollato con il muro, ma il capitalismo non ha vinto. Ogni giorno vengono distrutti migliaia di posti di lavoro senza che nessuno pensi a difenderli, a meno che non venga minacciato il proprio interesse personale. Le lotte sindacali sono diventate esclusivamente di categoria. Aumentano le proteste ma le istanze non si aggregano.

    Molti considerano il crollo del Muro, dell'URSS come una vittoria. Per il nuovo verbo la felicità risiede nell'acquisizione sclerotica di oggetti. Il crollo del Muro è fonte di malessere per le nuove generazioni perché ricorda che il Socialismo reale è crollato, senza che il capitalismo abbia offerto loro (sul piano sostanziale e non solo dei diritti in senso formale) qualcosa di valido e duraturo in alternativa.

    Angelo Grimaldi

    30 OTTOBRE 2014 - CRISI ECONOMICA MA I RICCHI AUMENTANO

    AUMENTANO I RICCHI

    Tra il 2013 e il 2014 le 85 persone più ricche del mondo hanno guadagnato mezzo milione di dollari al minuto. Secondo l'OCSE, in Italia, dalla metà degli anni '80 fino al 2008, la disuguaglianza economica è cresciuta del 33% (ricordiamo che la media dei Paesi OCSE è del 12%), mentre nel mondo più di 800 milioni di persone soffrono ancora la fame.

    E' quanto emerge dal rapporto Oxfam sulle disuguaglianze, secondo cui la prosperità è privilegio solo di una ristretta cerchia di eletti che vede crescere velocemente il proprio patrimonio. In Italia l'1% delle persone più ricche detiene un patrimonio che equivale a quello posseduto dal 60% degli italiani; il patrimonio di circa 36,6 milioni di persone è comunque inferiore a quello dell'1% delle persone più ricche (circa 600.000 persone).

    Dal 2008 ad oggi, gli italiani che versano in povertà assoluta sono quasi raddoppiati, oggi sono infatti 6 milioni, rappresentano il 10% dell'intera popolazione.

    La povertà si contrasta promuovendo politiche tese a garantire un salario minimo dignitoso, assicurando l'accesso ai servizi sanitari con più facilità e con una riduzione dei tempi di attesa per gli accertamenti diagnostici, garantendo l'istruzione secondaria superiore gratuita a tutti i cittadini e l'ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro (imprese, studi professionali, organizzazioni di volontariato con retribuzione, nelle amministrazioni pubbliche, ecc.).

    Sarebbe opportuno ed urgente stimolare e favorire (anche finanziariamente) la costituzione di cooperative di lavoratori, lavoratrici, donne e giovani in cerca di occupazione nelle attività economiche e nei servizi attualmente soggette a riserva originaria. Mi riferisco in particolare alla gestione delle reti, tipico esempio è quello delle ferrovie, dove la rete è sempre sottoposta a riserva originaria, ma il servizio è stato liberalizzato o a quello dell'energia elettrica, dove c'è un gestore unico della rete di trasmissione, ma vi sono più produttori di energia elettrica. C'è anche lo smistamento del servizio postale, oggi in parte affidato a terze imprese in regime di outsourcing, quando invece le Poste Italiane potrebbero assumere a rotazione i giovani diplomati (senza lavoro) nei Centri di Meccanizzazione Postale (CMP) e nei CDM. Per non parlare della gestione delle reti delle public utilities (gas metano, reti idriche, ambiente). Nel campo delle telecomunicazioni e dell'informatica nuove opportunità per i giovani sono rappresentate dalla "broadband", dal potenziamento delle fibre ottiche e dal favorire, con politiche concrete e non con annunci, la banda ultralarga (ultrabroadband), in considerazione che i sistemi cablati ormai viaggiano verso una tipologia di rete integrata (Next Generation Networking) nei servizi che consentono il trasporto di tutte le informazioni (voce, dati, comunicazioni multimediali).

    (copyright) Angelo Grimaldi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      MUJICA

      Il Presidente Mujica sostiene che a guidare la vita di ciascuno debba essere il principio della sobrietà: " [...] concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere [...] Lo spreco è invece funzionale all'accumulazione capitalista che implica che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte".

      29 MAGGIO 2014 - GLI STIPENDI DEI MANAGER SI SONO ABBASSATI?

      stipendi manager

      Degli stipendi dei manager si è parlato molto fino a poche settimane fa (prima della campagna elettorale). Ma oggi che cosa è cambiato? Cosa è successo agli stipendi delle società partecipate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e in particolare quelle quotate in Borsa (ENI, ENEL, FINMECCANICA)? E per quelle che emettono obbligazioni sui mercati quotati (Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato e Poste Italiane)? Per queste società in realtà non cambierà nulla.

      Gli stipendi dei manager di queste società però, sono stati già modificati da un altro provvedimento. Si tratta del decreto legge 69/2013, il c.d. "decreto del fare", approvato dal governo Letta nell'agosto 2013, con cui veniva modificato il decreto legge 201/2011 del governo Monti.

      Con questo decreto venne stabilito che a partire dalla successiva assemblea degli azionisti - dopo l'agosto 2013 - le ricordate società dovranno ridurre lo stipendio dei nuovi amministratori del 25% rispetto a quello degli amministratori uscenti.

      Per le società non quotate (Cassa Depositi e Prestiti, FS e Poste Italiane) il taglio allo stipendio sarà automatico. Per le società quotate, invece, il governo non ha il potere di costringere gli amministratori a tagliarsi lo stipendio. Il taglio quindi, diventa una decisione dell'assemblea degli azionisti, dove il rappresentante del governo è delegato a votare a favore.

      In ENEL e Finmeccanica, dove il MEF controlla 1/3 delle azioni, il taglio probabilmente passerà. Ma nell'ENI, dove il MEF controlla il 4% delle azioni, dipenderà invece dalla decisione di Cassa Depositi e Prestiti, che controlla il 25% delle azioni dell'ENI.

      Emma Marcegaglia, Claudio De Scalzi, Luigi Zingales, Fabio Pagani, Diva Moriani, Karina Litwack, Andrea Gemma, Pietro Guindani, Alessandro Lorenzi e Roberto Ulissi si taglieranno i loro stipendi?

      Angelo Grimaldi

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

      Il problema non è l'Europa, ma le politiche economiche adottate dagli organi dell'Unione Europea. Chi non ha perso il lavoro o dispone ancora di un reddito dignitoso, chi riceve prebende pubbliche non affronta le difficoltà che invece affrontano milioni di persone: la difficoltà ad acquistare cibo per assicurare almeno due pasti giornalieri ai propri familiari, o la difficoltà a pagare il canone di locazione dell'appartamento o il mutuo sulla prima casa o ancora le utenze domestiche (acqua, riscaldamento, energia elettrica, telefono). Per non parlare delle imposte per molti cittadini ormai non più sostenibili (IMU, Tasi, Tari, passo carrabile, bollo auto, canone Rai, tasse universitarie, ecc.) o dell'acquisto delle medicine, delle visite specialistiche, o il costo della revisione biennale delle autovetture, il pedaggio autostradale, l'assicurazione obbligatoria sugli autoveicoli, ecc. ecc. Ebbene, chi non conosce le difficoltà del vivere quotidiano è portato a considerare certi orientamenti elettorali come manifestazione di antipolitica o di protesta qualunquista. No caro Presidente, le persone che vivono un forte disagio economico, che stanno ai margini di una società opulenta, forse non sono qualunquisti, il loro voto non è espressione di antipolitica, bensì di una politica di rinnovamento della classe politica e degli eurotecnocrati.

      Per evitare che milioni di cittadini ed elettori emarginati vadano a finire nelle braccia di movimenti politici che per definizione (e per storia) potrebbero portare il sistema in una difficile situazione politico-sociale, sarebbe necessario invertire la rotta economica.

      L'Unione Europea continua ad adottare politiche economiche incentrate sul rigore e austerità: tutti devono tagliare i deficit pubblici e ridurre il rapporto debito/PIL (fiscal compact). Senza crescita, l'obiettivo di riduzione degli squilibri finanziari diventa irragiungibile: i deficit pubblici si misurano in rapporto al PIL e, di conseguenza, una decrescita fa aumentare il peso del disavanzo. Se si continua con le ottuse politiche come il deficit di bilancio sotto il 3% del PIL, con la spending review (così come è in questo momento concepita), con la disciplina di bilancio molto severa, con l'aumento delle imposte e tasse o con il taglio lineare delle detrazioni d'imposta, il PIL non crescerà molto. 

      E' necessario impiegare i giovani e le donne nei processi produttivi e per questa via ridurre la disoccupazione. Le misure proposte dalla recente riforma del lavoro rendono più flessibile il rapporto di lavoro nella "infantile" convinzione che la flessibilità da sola potrà stimolare gli imprenditori ad assumere ed eventualmente consentire loro di chiudere con più facilità il rapporto con il lavoratore se le cose dovessero andar male. Questo orientamento è diventato il credo a cui obbediscono anche attori politici che per storia personale e di partito provengono dal Socialismo! Mi dispiace molto per voi, ma gli investimenti degli imprenditori dipendono dalle stime effettuate sul futuro andamento delle vendite. Gli investimenti sono quindi in funzione del flusso di rendimenti futuri attesi, e quindi è il profitto il movente degli investimenti. Gli investimenti, peraltro scarsi, attuati in questo preciso momento non generano posti di lavoro, cioè non sono in grado di coinvolgere ed impiegare tutti i fattori produttivi.

      Per far fronte alla contrazione della domanda aggregata, lo strumento più rapido ed agevole per attuare una politica espansiva è la riduzione generalizzata delle imposte sul reddito delle persone fisiche. Si possono rimodulare gli scaglioni e le aliquote che colpiscono in particolare i redditi medi. La perdita immediata di gettito IRPEF sarà ricompensata dall'aumento dell'imposta sul valore aggiunto per effetto dell'aumento della domanda interna e dall'aumento del gettito dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche, in quanto le imprese registreranno maggiori ricavi e, di conseguenza, emergerà un maggiore utile da assoggettare ad imposta.

      Questo intervento avrà successo nel breve periodo, per renderlo duraturo è necessario intervenire su tutto l'impianto del sistema tributario, questo concepito sul finire degli anni '60 e normato nel 1972 e 1973. Da allora sono intervenute infinite modifiche ed adattamenti, ma la concezione del sistema tributario è storicamente datata. E' inoltre necessaria una forte riduzione del numero degli apparati pubblici (e delle società partecipate) senza però perdere un solo posto di lavoro.

      Angelo Grimaldi

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

      LE IDI DI FEBBRAIO?

      PROF. ANGELO GRIMALDI

      Ieri nel conclave del Partito democratico si è consumata una grave crisi extraparlamentare decisa da un solo partito, dal partito delle primarie che continua ad ignorare il profondo distacco tra elettore (governati) ed eletti (governanti).

      Non una parola sui contenuti politici ed economici del nuovo governo renziano, non una parola sui partiti politici che dovrebbero sorreggere (dare la fiducia in parlamento) il nuovo governo.

      Matteo Renzi propone un governo per una "legislatura costituente". Costituente? Ma in Italia il popolo non ha abbandonato il suo potere costituente in quanto essendo questo espressione di sovranità ed incidendo sui diritti fondamentali dell'uomo non può che appartenere al popolo. Il potere costituente si fonda, quindi, sul principio della sovranità popolare, sul carattere contrattuale della Costituzione e sul diritto alla rivoluzione a tutela del diritto naturale preesistente allo Stato.

      Il potere costituente è caratterizzato dalla "originarietà", cioè si legittima in via di fatto e si manifesta sopprimendo la precedente Costituzione proponendone una nuova o modificando la vecchia Costituzione attraverso le modalità previste dalla stessa. Mi pare che nel nostro Paese non vi sia da parte di nessun partito politico alcun esercizio di potere costituente di portata tale da abrogare la Costituzione tuttora vigente. La nostra Costituzione, come tante altre del mondo occidentale, non detta soltanto regole di funzionamento degli apparati pubblici, ma consacra i diritti dei cittadini e questi sono posti come "limite" del potere dello Stato. La Costituzione non può essere modificata o interpretata dalla "volontà legislativa" che nel sistema monista (governo/parlamento) è diventata espressione della maggioranza, cioè di una sola parte politica.

      Nel 1791 sciveva Thomas Paine: "Una costituzione non è l'atto di un governo, ma l'atto di un popolo che crea un governo". Scrive Mc Ilwain: "Emerge così una nozione di costituzione che nasce dal popolo, come opera di volizione collettiva, che codifica l'organizzazione dei poteri e si pone come norma sovraordinata all'attività dei poteri previsti dalla costituzione stessa".

      In una retta democrazia, nella quale i gruppi dominanti (oligarchie governanti) sono selezionati dal voto popolare, una "norma fondamentale" deve contenere e regolare i limiti all'esecizio del potere politico. Il potere costituito è sempre soggetto a regole predeterminate. Il potere costituente appartiene al popolo e quindi non c'è bisogno che qualche politico "decisionista" si batta per far riconoscere al popolo un diritto che già gli appartiene. 

      Le revisioni devono essere ricondotte nell'alveo della Costituzione, cioè dei suoi valori di fondo (articolo 138 della Costituzione).

      Nel Paese, in realtà, la frattura c'è. Pochi giorni fa a Palermo è morta una ragazza di 18 anni, Tania, deceduta per mal di denti. La famiglia non aveva i soldi per le cure odontoiatriche (famiglia in condizioni economiche disagiate ma decorose). Il caso di Tania è quindi un fatto isolato? No, il 23% degli italiani (in Sicilia la % è più alta) non può permettersi un odontoiatra privato, deve quindi passare dalle prestazioni specialistiche fornite dalle Aziende Sanitarie pubbliche, dove le liste di attesa sono molto lunghe, al punto da spingere molti cittadini a rinunciare alle cure odontoiatriche.

      La rivoluzione non si fa solo mettendo ai vertici delle amministrazioni dello Stato più manager e meno giuristi, gli italiani hanno bisogno di risultati concreti. Non conta parlare di realizzazione delle politiche o dell'introduzione della cultura gestionale (attesa e sperata da anni!). E' necessario chiedersi, invece, quali politiche economiche sono necessarie per aiutare circa 10 milioni di italiani, metà dei quali sono in povertà assoluta e l'altra metà in semi povertà, ed i giovani senza lavoro e senza futuro? Non servono più i pannicelli caldi, anche se proposti da Renzi o le misure pro-cicliche prospettate da organismi sovranazionali (Commissione Europea, BCE, FMI, ecc.); se andiamo avanti con politiche "monetariste" anche il nuovo governo è destinato al fallimento.

      Questo editoriale è dedicato a Gaetana Priolo, morta per difficoltà economiche poco prima delle "Idi di Febbraio". Non ho conosciuto Tania, ma di fronte alla morte giovane, di chi non ha potuto sperimentare almeno un altro poco della vita che le spettava, resta l'incredulità, lo sconcerto e il senso di irrealtà. Il mio impegno, e quello dei miei colleghi, è rivolto per affermare il diritto (non solo in senso formale) di tutti, di tutti i "Tania Priolo" a vivere in un mondo più degno, più umano e più eguale.

      14 febbraio 2014  Angelo Grimaldi